Ogni mattina, quando il sole si affaccia timido dietro Monte Pellegrino e la luce accarezza il mare ancora immobile, io sono lì. Come tanti altri. Con il cuore che batte un po’ più forte e lo sguardo puntato verso l’orizzonte. A Mondello, nuotare non è solo uno sport: è un rito, un incontro con sé stessi e con gli altri, un tuffo in una bellezza che non stanca mai.
Da qualche anno ormai, Mondello ha visto nascere e crescere una vera e propria comunità spontanea di nuotatori. Un popolo silenzioso ma determinato, che dalle prime luci dell’alba al tramonto si allena, si rilassa, si sfida con bracciate regolari lungo un percorso ormai diventato classico: dalla spiaggia libera davanti al Circolo Albaria fino ai moli galleggianti del porticciolo del paese, un tragitto di circa 1.500 metri tra boe rosse che delimitano la zona di balneazione. Per i più allenati, c’è anche il ritorno: 3.000 metri nel blu.
Le boe rosse, posizionate a 500 metri dalla riva, disegnano una sorta di corsia naturale in mezzo al golfo. Un tracciato sicuro e ben visibile, interrotto solo da boe arancioni che segnalano i corridoi riservati alle imbarcazioni, dove naturalmente non si può nuotare. È un sistema pensato per la sicurezza, ma che oggi ha reso Mondello un piccolo paradiso per chi ama il nuoto in mare aperto.
E proprio qui nasce una proposta concreta: perché non pensare a un campo boe permanente e dedicato al nuoto, con segnalazioni chiare delle distanze (250, 500, 1000, 1500 metri)? Sarebbe un’iniziativa a basso impatto, ma di grande valore per la sicurezza e l’attrattività turistica e sportiva del golfo. Una struttura leggera, ma utile per allenamenti, corsi e magari anche per future competizioni. Un passo in avanti per rendere Mondello un vero punto di riferimento nazionale per il nuoto in acque libere.
Noi, intanto, nuotatori affezionati, ci siamo già organizzati. Con borse stagne galleggianti, legate alla vita o alla caviglia, portiamo con noi chiavi, telefono, documenti e ciabatte. Ci cambiamo in spiaggia, senza troppe comodità, e sogniamo un giorno in cui i circoli e i lidi capiranno il potenziale enorme di questa comunità: basterebbero spogliatoi, docce e un servizio di custodia per attrarre ancora più sportivi, famiglie e appassionati.
Perché il nuoto a Mondello non è più solo una pratica individuale. È diventata una vera e propria esperienza collettiva. In acqua ci si saluta, ci si riconosce, si fanno nuove amicizie, si condividono percorsi e racconti. C’è chi nuota per allenarsi, chi per meditare, chi semplicemente per il piacere di sentire il corpo fluire nella natura. E poi, ogni tanto, si intravede la nostra celebre sirenetta: simbolo discreto di questo mare, che veglia sui nostri sogni e sulle nostre fatiche.
Mondello è, senza dubbio, una delle più belle piscine naturali d’Italia. Un dono che merita attenzione, rispetto e valorizzazione. Noi nuotatori lo abbiamo già capito. Ora tocca alle istituzioni, ai circoli, ai gestori di servizi cogliere questa rivoluzione silenziosa e trasformarla in un’opportunità concreta per tutta la borgata.
Io, intanto, vi aspetto lì. Con il costume, gli occhialini e il sorriso di chi sa che ogni bracciata, in fondo, è un piccolo atto d’amore verso il mare. E verso se stessi.
Ci vediamo in acqua.


