Finalmente un’iniziativa che rimette tutto in discussione – e non solo a Mondello. La vicenda legata alla storica concessione dell’Italo Belga, simbolo di un modello di gestione che per decenni ha condizionato la fruizione del mare a Palermo, sembra arrivare a una svolta.




Con due note dirigenziali, la Regione Siciliana ha intimato a tutti i concessionari balneari – e in particolare alla società Italo Belga – la rimozione immediata di tornelli, staccionate e strutture rigide che limitano l’accesso alla battigia. Dieci giorni di tempo per adeguarsi, altrimenti scatterà la decadenza della concessione.
Un cambio di rotta netto, voluto dall’assessore al Territorio e Ambiente Giusi Savarino e sostenuto dal presidente della Regione Renato Schifani, che ha ribadito: “I cittadini devono avere sempre la possibilità di accedere al mare liberamente e gratuitamente”.
L’intervento arriva dopo le ispezioni di Guardia di Finanza e Guardia Costiera a Mondello, che hanno accertato la presenza di tornelli e recinzioni nei lidi Valdesi, Sirenetta, Onde Beach e Stabilimento. Ora non ci sono più margini di ambiguità: delimitazioni rigide e sistemi di accesso condizionati dovranno sparire. L’unica alternativa ammessa sono cime o dispositivi mobili e facilmente spostabili.
Vigilanza e tutela della costa
Eliminare le barriere è un passo avanti fondamentale, ma non basta. Occorre garantire che i lidi balneari siano comunque tutelati e vigilati dalla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera, con controlli attenti sull’uso della battigia, il rispetto delle distanze e la sicurezza legata alle boe. Solo così si eviterà che la libertà si trasformi in anarchia.
Pulizia e decoro
Non meno importante è la questione della pulizia e del decoro delle coste, che deve diventare un dovere condiviso. Le spiagge vanno presidiate e pulite regolarmente, senza alibi di nessun tipo. Se l’accesso al mare diventa libero, deve esserlo in un contesto dignitoso, ordinato e rispettoso dell’ambiente.
Il ruolo del Comune
Il Comune di Palermo dovrà fare la sua parte con maggiore attenzione alla manutenzione del cementato che delimita la spiaggia dalla passeggiata in tufino, che va pulito e mantenuto periodicamente. Inoltre, con l’apertura delle staccionate e la fine della separazione rigida tra lidi e spiagge libere, si pone il tema dei servizi pubblici essenziali: le docce, finora “contingentate” dai lidi, non potranno essere a disposizione solo di alcuni. Sarà necessario dotare la spiaggia libera di docce pubbliche, magari con pulsanti a tempo, così da garantire un servizio equo e sostenibile.
Questa decisione, che parte da Mondello ma riguarda tutte le coste siciliane, implica molto più di un atto formale. Significa riorganizzare seriamente le attività balneari, i rapporti con i circoli, la gestione del suolo pubblico, il ruolo dei chioschi e perfino le responsabilità delle forze dell’ordine e degli stessi ristoratori.
Come abbiamo più volte sottolineato nei nostri articoli precedenti, la questione non è soltanto estetica o di principio, ma riguarda un modello di sviluppo e di fruizione delle spiagge che deve tornare a essere centrato sui cittadini, non sulle rendite di pochi. La chiarezza fatta oggi dalla Regione apre scenari inediti: controlli, sanzioni e una nuova cultura della legalità sul demanio marittimo.
Il deputato regionale Ismaele La Vardera, che ha sollevato il caso con un suo ordine del giorno, ha commentato: “Fra dieci giorni avremo fatto la storia, dopo oltre 100 anni: finalmente un piccolo passo verso una gestione più sana e che guarda al cittadino. Basta ostacoli tra il mare e i cittadini”.
Ne vedremo delle belle. E questa volta, forse, qualcosa cambierà davvero.


