Dal 4 al 7 settembre torna a Mondello “Ciavuri e Sapuri Fest”, il villaggio espositivo che raccoglie oltre quaranta aziende agroalimentari siciliane con i loro prodotti d’eccellenza. Talk tematici, sport sulla spiaggia e concerti serali arricchiranno il programma di una manifestazione che, ormai da anni, mette in vetrina i sapori e le tradizioni della nostra terra.

Non c’è dubbio che eventi come questo siano utili e necessari: danno spazio a produttori e imprese locali, favoriscono la conoscenza del territorio e offrono occasioni di confronto e intrattenimento. La Sicilia ha bisogno di promuovere i suoi prodotti, la sua cultura e la sua identità.
Ma la domanda che ci poniamo è un’altra: Mondello è davvero la location adatta per simili iniziative?
Mondello non è una fiera né un salone espositivo. Mondello è, prima di tutto, una località balneare e turistica, un patrimonio naturale e paesaggistico che già oggi subisce una fortissima pressione ambientale e sociale: traffico caotico, parcheggi insufficienti, sovraffollamento nei mesi estivi. Aggiungere eventi di massa sul lungomare, con palchi, stand e villaggi espositivi, rischia di trasformare ulteriormente un luogo che dovrebbe invece essere tutelato e valorizzato nella sua vocazione originaria: mare, sport, relax, turismo sostenibile.
Il timore è che, pur con le migliori intenzioni, queste manifestazioni abbiano più il sapore (o meglio, il “sapuri”) di uno sfregio a un territorio già troppo stressato.
La promozione dei prodotti locali è fondamentale, ma forse sarebbe più opportuno individuare location diverse: spazi fieristici, parchi urbani, ex aree industriali da riqualificare, o quartieri del centro storico di Palermo che avrebbero bisogno di nuova vitalità e attenzione.
Noi una domanda ve la vogliamo lasciare: voi lettori cosa ne pensate?
Mondello ha bisogno di diventare un palcoscenico per tutto o non sarebbe meglio proteggerla da ulteriori pressioni?


