È tutta colpa di Henri? Mondello tra annunci istituzionali e responsabilità disattese

Finalmente qualcosa si muove. Ma dopo quante foto, quante denunce, quanto degrado?

Mondello, perla del Mediterraneo, patrimonio riconosciuto in tutto il mondo per la sua spiaggia da cartolina, il mare cristallino e la meravigliosa Riserva di Capo Gallo e Addaura. Una località che dovrebbe essere un fiore all’occhiello per Palermo e per tutta la Sicilia. Eppure, ci sono volute settimane di abbandono totale, decine di segnalazioni, l’intervento di Repubblica Palermo, la mobilitazione dell’Associazione Residenti di Mondello e Addaura e il grido d’allarme di cittadini e blogger perché qualcuno si decidesse ad agire.

La notizia è arrivata: lunedì 9 marzo partono gli interventi. Rap, Reset, Amap, Coime e Protezione civile comunale scenderanno in campo per rimuovere sabbia, detriti, pulire le aiuole e bonificare l’arenile. L’assessore all’Ambiente Piero Alongi parla di un piano coordinato, di pulizia quotidiana, di servizi di salvataggio con associazioni di Protezione civile. L’obiettivo dichiarato: “Arrivare all’estate con un lungomare fruibile e accogliente per cittadini e turisti”.

Bene. Anzi, benissimo. Ma è davvero tutto merito del ciclone Henri? O forse Henri è diventato l’alibi perfetto per giustificare anni di incuria sistematica?

Henri non c’entra (quasi) nulla

È vero, il ciclone Henri ha colpito duramente alla fine di gennaio: la sabbia ha invaso la sede stradale, le alghe hanno sommerso Mondello paese e il porto. Ma quello che mostrano le fotografie scattate nelle ultime settimane va ben oltre i danni di un evento atmosferico eccezionale. Quello che emerge è il ritratto di una località fatiscente, non curata, non pulita, non manutenuta da anni.

E questo, cari amministratori, non è colpa di Henri.

Il bollettino del degrado: un patrimonio in ginocchio da troppo tempo

Mondello non è più solo una meta estiva. I turisti arrivano tutto l’anno, fortunatamente. Ma cosa hanno trovato in questi mesi? Un lungomare lasciato in stato di totale abbandono, aiuole invase da sterpaglie e immondizia che si accumula senza che nessuno intervenga, rifiuti di ogni genere abbandonati ai margini delle strade, strutture sulla spiaggia ridotte a scheletri di ferro arrugginito, pericolosi per chi ci passa: bambini, sportivi, turisti.

Sulla terrazza dedicata a Ferruccio Barbera – la cui targa è stata vandalizzata e mai riparata – la posidonia forma uno strato spesso e maleodorante. E qui non siamo in spiaggia: quelle alghe possono e devono essere rimosse. La stessa situazione si ripete nel porto e negli scivoli di alaggio.

Lungo la passeggiata si notano ancora relitti di barche abbandonate, cartelli stradali abbattuti e lasciati per terra, monopattini vandalizzati da mesi, tronchi di alberi tagliati e abbandonati in bella mostra senza alcun progetto di sostituzione.

Lo stabilimento Charleston: un monumento alla decadenza

Ma la cosa più scandalosa riguarda l’iconico stabilimento balneare di Mondello, simbolo Art Nouveau della borgata. Da diversi mesi è diventato un “monumento in decadenza“: intonaco scrostato, la parte strutturale con evidenti crepe che mettono in discussione la staticità del bene.

Dov’è la Soprintendenza di Palermo? Non ha nulla da dire sul fatto che un bene regionale sia lasciato in questo stato di abbandono e incuria? Un edificio storico che merita tutela e valorizzazione, non l’oblio.

Gli interventi annunciati: un passo avanti, ma non basta

L’annuncio del Comune di Palermo è positivo. Riconosciamo l’impegno dichiarato dall’assessore Alongi e confidiamo che le parole si traducano in azioni concrete e verificabili. Il piano prevede:

  • Rimozione della sabbia da marciapiedi e carreggiata tra piazza Valdesi e piazza Mondello
  • Pulizia delle caditoie per prevenire allagamenti
  • Rimozione di rifiuti ingombranti lasciati dal ciclone
  • Manutenzione delle aree verdi a partire dalla rotonda di piazza Valdesi
  • Gestione della posidonia: rimozione rapida di quella contaminata sul cemento, gestione sostenibile di quella sulla spiaggia
  • Pulizia quotidiana della spiaggia con operatori Rap e Reset
  • Servizi di salvataggio con associazioni di Protezione civile

Tutto questo è sacrosanto. Ma dove eravate prima? Dove eravate quando Mondello si deteriorava giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno?

Emergenza o manutenzione ordinaria? Questo è il problema

Il punto cruciale è questo: Mondello non ha bisogno solo di interventi straordinari post-ciclone. Ha bisogno di manutenzione ordinaria, continua, sistematica. Ha bisogno di un presidio quotidiano che non sia figlio dell’indignazione collettiva, ma di una pianificazione seria e strutturale.

I problemi irrisolti che Henri non ha creato

Parliamo chiaro. Mondello è abbandonata da anni e tanto lavoro va fatto su questioni che nulla hanno a che vedere con il ciclone:

  • Cura del verde pubblico: aiuole, alberi, giardinetti in condizioni vergognose tutto l’anno
  • Mobilità e traffico: congestione cronica, parcheggi selvaggi, assenza di controlli
  • Rimozione di ingombranti: materassi, elettrodomestici, mobili abbandonati per settimane
  • Cura del porto: strutture degradate, barche abbandonate, sporcizia accumulata
  • Ambulantato abusivo: venditori senza autorizzazione che occupano spazi pubblici
  • Occupazione abusiva di suolo pubblico: tavolini, dehors, strutture non autorizzate di “troppi e di tanti”
  • Arredo urbano vandalizzato: panchine rotte, cestini divelti, cartelli abbattuti

Questi problemi esistevano prima di Henri e continueranno ad esistere dopo se non si passa dall’emergenza alla normalità della buona amministrazione.

Le responsabilità: facciamo chiarezza una volta per tutte

Dopo 100 anni, si gioca ancora sul suolo pubblico del lungomare a chi spetta la manutenzione. Facciamo chiarezza sulle responsabilità istituzionali:

Demanio marittimo (competenza Regione Siciliana/Capitaneria di Porto)

  • Spiaggia: pulizia, manutenzione e vigilanza delle aree demaniali
  • Porto turistico: manutenzione delle strutture portuali, scivoli di alaggio, banchine
  • Strutture balneari: controllo e vigilanza sulle concessioni demaniali
  • Rimozione delle alghe sulle aree demaniali marittime
  • Affidamento dei lotti balneari: gestione delle concessioni (anche quelle brevi da 90 giorni annunciate)

Comune di Palermo

  • Lungomare: manutenzione della sede stradale, marciapiedi e arredi urbani
  • Aiuole e verde pubblico: cura, potatura, pulizia – tutto l’anno, non solo dopo le emergenze
  • Raccolta rifiuti: servizio di nettezza urbana quotidiano e costante
  • Decoro urbano: rimozione di cartelli danneggiati, monopattini abbandonati, relitti, ingombranti
  • Terrazze pubbliche (come quella dedicata a Ferruccio Barbera): pulizia e manutenzione ordinaria
  • Illuminazione pubblica lungo il viale
  • Controllo del territorio: vigilanza su ambulantato, occupazione suolo pubblico, traffico
  • Tutela del patrimonio storico: segnalazione alla Soprintendenza dello stato di degrado dello stabilimento

La verità è semplice: il Comune di Palermo ha responsabilità precise e dirette. Non può scaricare colpe su altri enti o nascondersi dietro emergenze climatiche.

Mondello: attenzionata solo d’estate? No, grazie

Perché Mondello deve essere al centro dell’attenzione solo nei mesi estivi – e anche in quel periodo i problemi non mancano – e invece viene trascurata negli altri mesi, quando è più vivibile e fruibile?

La stagione balneare con le nuove concessioni brevi da 90 giorni è importante, ma Mondello vive 365 giorni all’anno. Sportivi, famiglie, residenti e turisti la frequentano anche d’inverno, in primavera, in autunno. Merita rispetto sempre, non solo quando si avvicina giugno.

Anche la spiaggia: perché non pulirla quando chiudono le concessioni balneari? Chi impedisce di renderla dignitosa anche in bassa stagione?

Le domande che restano aperte

Come ILM – I Love Mondello, accogliamo con favore ogni passo nella giusta direzione. Ma il nostro ruolo, come quello dell’Associazione Residenti, non è fare da coro alle buone intenzioni. È monitorare, documentare, e tornare a fare rumore se necessario.

Le domande che poniamo alle istituzioni sono chiare:

  1. Con quale frequenza sarà garantita la pulizia ordinaria del lungomare dopo la fase di emergenza?
  2. Con quali risorse verrà assicurata la manutenzione del verde pubblico tutto l’anno?
  3. Quali controlli verranno effettuati su ambulantato abusivo e occupazione di suolo pubblico?
  4. Chi vigilerà sul rispetto degli impegni dichiarati oggi?
  5. Quali standard ambientali verranno applicati nella gestione della posidonia nel lungo periodo?
  6. Cosa farà la Soprintendenza per salvare lo stabilimento Charleston dal degrado totale?
  7. Quale piano di mobilità verrà adottato per decongestionare il traffico?
  8. Quando inizieranno i lavori ordinari di manutenzione del porto e degli scivoli?

Il nostro impegno: occhi aperti, voce alta

La pressione civica ha funzionato. Le lettere, le foto, gli articoli, i post sui social hanno contribuito a portare Mondello all’attenzione di chi ha la responsabilità di governarla. Questo è il senso di un blog come ILM – I Love Mondello: tenere acceso il faro anche quando le istituzioni tenderebbero a guardare altrove.

Ma sarebbe ingenuo abbassare la guardia adesso.

Mondello è un bene comune. Non smette di esserlo dopo un comunicato stampa. Non smette di esserlo quando finisce l’emergenza. Non smette di esserlo quando si spengono i riflettori.

Continueremo a essere presenti, con gli occhi aperti e le domande pronte. Continueremo a documentare, a segnalare, a pretendere che questa meravigliosa borgata venga trattata con il rispetto e la cura che merita.

Henri ha fatto la sua parte. Ora tocca alle istituzioni fare la loro. Ogni giorno. Tutto l’anno. Senza alibi.


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