Per oltre un secolo la vicenda della spiaggia di Mondello è stata intrecciata alla storia della Mondello Immobiliare Italo Belga, società che ha contribuito alla trasformazione della borgata marinara e che ancora oggi si trova al centro di un acceso dibattito pubblico.
Negli ultimi mesi la questione è tornata prepotentemente all’attenzione dell’opinione pubblica a seguito della decisione del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana che ha sospeso il provvedimento di decadenza della concessione demaniale disposto dalla Regione Siciliana, consentendo alla società di continuare la gestione della spiaggia almeno fino alla conclusione della stagione estiva.

Una decisione che ha riaperto inevitabilmente il confronto sul futuro di Mondello, sul sistema delle concessioni balneari e sul rapporto tra interesse pubblico e gestione privata di uno dei luoghi più iconici della Sicilia.
Ma proprio mentre sembrava che il dibattito si fosse concentrato esclusivamente sugli aspetti giudiziari e amministrativi, un nuovo elemento è emerso attraverso un video pubblicato sui social dallo chef e imprenditore palermitano Natale Giunta.
Nel suo intervento, Giunta racconta le difficoltà incontrate nel tentativo di partecipare alla selezione relativa a un lotto della spiaggia di Mondello. Secondo quanto da lui affermato, uno degli ostacoli principali sarebbe rappresentato dal fatto che alcune infrastrutture essenziali per l’operatività delle attività balneari — in particolare acquedotto e sistema fognario — sarebbero riconducibili alla proprietà della stessa Italo Belga.
Si tratta di dichiarazioni che meritano certamente approfondimenti e verifiche nelle sedi competenti. Lo stesso Giunta ha dichiarato di attendere di essere ascoltato da chi di dovere per rappresentare la questione.
Ma al di là delle singole posizioni e delle valutazioni che spetteranno agli organi competenti, emerge una riflessione che riteniamo legittima e doverosa.
Se davvero infrastrutture strategiche e indispensabili per la gestione di un bene pubblico come la spiaggia di Mondello risultassero essere nella disponibilità di un soggetto privato, non si porrebbe forse un problema di interesse generale?
È una domanda che riguarda non soltanto la vicenda attuale ma il futuro stesso della borgata.
Perché una cosa è la concessione di un tratto di spiaggia, altra cosa è il controllo delle infrastrutture necessarie per consentire ad altri operatori di svolgere la propria attività in condizioni di reale concorrenza.
In altre parole: può esistere una vera apertura del mercato se le reti essenziali rimangono concentrate nelle mani di un unico soggetto?
Ed è qui che nasce la domanda che oggi rivolgiamo alle istituzioni.
Se tali impianti risultassero effettivamente indispensabili per garantire la fruizione pubblica della spiaggia, la gestione dei servizi e l’accesso paritario agli operatori economici, non sarebbe opportuno valutare strumenti pubblici capaci di riportare tali infrastrutture sotto il controllo della collettività?
Tra questi strumenti esiste anche l’esproprio per pubblica utilità, previsto dall’ordinamento italiano proprio nei casi in cui un bene privato assuma una funzione strategica per l’interesse generale.
Naturalmente non spetta a noi stabilire se vi siano o meno i presupposti giuridici per una simile scelta.
Spetta però ai cittadini porre domande.
E quella che oggi emerge dalla vicenda sollevata da Natale Giunta appare una domanda tutt’altro che marginale.
Mondello è un patrimonio collettivo.
Le sue spiagge, i suoi servizi, le sue infrastrutture e il suo sviluppo futuro non possono essere temi riservati agli addetti ai lavori o confinati nelle aule dei tribunali.
- Occorre trasparenza.
- Occorre chiarezza.
- Occorre soprattutto una visione pubblica di lungo periodo che metta al centro il bene comune e il futuro della borgata.
Noi continueremo a seguire questa vicenda con attenzione, senza pregiudizi e senza tifoserie, perché il tema non riguarda soltanto una concessione balneare.
Riguarda il modello di sviluppo che immaginiamo per Mondello nei prossimi decenni.
Riflessione aperta.
E buona estate a tutti.


