Tra inchieste, sospetti e silenzi istituzionali
Mondello, con la sua spiaggia bianca e lo stabilimento Liberty simbolo del Novecento, continua a vivere un paradosso: luogo di bellezza riconosciuta in tutto il mondo, ma allo stesso tempo terreno fertile per ombre e sospetti di mafia che si allungano sul tessuto imprenditoriale locale.
Ieri sera, nel programma televisivo di Massimo Giletti “Lo Stato delle Cose” su Rai3, ancora una volta i riflettori si sono accesi su Mondello. Alla presenza dell’onorevole Ismaele La Vardera, si è parlato della società Italo Belga, storica concessionaria delle spiagge, accostata ad alcuni suoi dipendenti formalmente incensurati ma imparentati con esponenti della famiglia Genovese, da tempo al centro di condanne per mafia. L’On. ha fatto intendere che ci saranno ulteriori sviluppi sulla vicenda e noi staremo attenti a quanto ancora emergerà nella gestione della spiaggia.

Un quadro che preoccupa
Non si tratta di episodi isolati. Negli ultimi anni più volte Mondello è stata citata nelle cronache giudiziarie per estorsioni legate al pizzo, per attività commerciali sospettate di riciclaggio e per presenze ingombranti che nulla hanno a che fare con la legalità e con l’immagine di una località turistica internazionale.
Il problema è che Mondello sembra essere diventata una “terra di nessuno”, dove i controlli appaiono insufficienti e dove manca una regia istituzionale forte. Tutto ciò alimenta un clima ambiguo, nel quale tra turismo di massa e interessi privati non sempre trasparenti, la borgata rischia di smarrire la sua identità.
La mancanza di una visione
In un contesto simile, l’assenza di un progetto chiaro di eccellenza pesa come un macigno. Mondello potrebbe essere un modello di turismo sostenibile, di qualità, legato al mare, allo sport e alla cultura. Invece resta spesso ostaggio di speculazioni e interessi che guardano solo al profitto immediato.
Persino il rifacimento della piazza del paese, annunciato a settembre come imminente, sembra essersi dissolto nel silenzio. Nessuna comunicazione ufficiale, nessun cronoprogramma, nessuna informazione ai cittadini. Un’opera che poteva segnare un cambio di passo è rimasta, almeno per ora, lettera morta.
La speranza nelle associazioni
In questo scenario, un ruolo fondamentale possono e devono averlo le associazioni del territorio: quelle storiche e quelle di nuova formazione. Solo un impegno corale di residenti, operatori economici onesti e società civile può fare pressione sulle istituzioni per riportare legalità, decoro e trasparenza.
Mondello non può vivere di sole ombre proiettate al sole. Serve una visione coraggiosa, capace di rompere i silenzi, contrastare i condizionamenti mafiosi e restituire al borgo marinaro il posto che merita: quello di una perla mediterranea che splende per bellezza e non per le cronache nere.
👉 Mondello ha bisogno di più controllo, più trasparenza, più comunità. Non di essere lasciata in balia dell’ombra che copre il suo splendore.
I Love Mondello


